
Entro la fine dell’anno entrerà in vigore la normativa europea che darà il via nei 27 paesi della comunità ai sistemi di pagamento via cellulare, rendendo possibili non solo i trasferimenti monetari peer-to-peer (da un telefono cellulare a un altro), ma anche l’accesso a forme di microcredito, fino a 150 euro.
Intanto, secondo uno studio condotto da Cgap e Gsma, si stima che entro il 2012 i servizi finanziari in mobilità nelle economie emergenti raggiungeranno un valore complessivo di 5 miliardi di dollari.
Un esempio rilevante a riguardo è M-Pesa, un sistema innovativo di pagamento via sms, avviato in Kenya dall’operatore telefonico Safaricom, società controllata al 35% da Vodafone. In poco più di un anno dal lancio ha raggiunto 3,5 milioni di clienti e un giro d’affari di 290 milioni di dollari, in una nazione in cui l’80% della popolazione è esclusa dai servizi bancari tradizionali e gli sportelli istituzionali sono complessivamente 450.

Perché la voce “microfinanza” non compare nelle agende dei politici in cerca di una risposta creativa alla crisi finanziaria globale?
Non se lo spiega Jacques Attali, economista e politologo francese, dal momento che «questo sistema finanziario eticamente responsabile supporta le imprese attraverso una profonda conoscenza del cliente».
«I principi della microfinanza sono in contrasto con le disfunzioni che affliggono la finanza globale – prosegue Attali – con l’obiettivo di perseguire una finanza “sostenibile” e non di addentrarsi in speculazioni irresponsabili».
L’articolo integrale, pubblicato dalla rivista Economy, è disponibile al sito: http://www.fisac.it//documenti/Dai%20Giornali/Economy060509.pdf
Jacques Attali è stato per dieci anni consigliere speciale del Presidente della Repubblica Francese François Mitterrand e successivamente presidente della Banca Europea per lo sviluppo e la ricostruzione. Nel 1998 ha fondato l’associazione non profit PlaNet Finance attiva nell’ambito della microfinanza in 60 paesi con una rete di 38 agenzie a livello globale.