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FAQ | Domande frequenti

Le domande sulle attività ed i contenuti di questo portale, sulla Microfinanza e sul Microcredito in Italia

 
 

Cos’è la microfinanza?

La microfinanza, nell’accezione più generale, è intesa come l’offerta di prodotti e servizi finanziari a clienti che per la loro condizione economico-sociale hanno difficoltà di accesso al settore finanziario tradizionale (“Microfinanza in Europa”, a cura di L. Viganò, Giuffrè 2004)

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Chi sono gli esclusi dal settore finanziario tradizionale?

Gli “esclusi” o “non bancabili” sono quei soggetti considerati non idonei a fruire di servizi e/o prodotti finanziari del settore finanziario tradizionale. Il settore finanziario tradizionale è costituito da banche e da altri istituti finanziari regolamentati i cui servizi sono destinati ad una determinata tipologia di clientela considerata “bancabile” sulla base di diversi fattori quali ad esempio il reddito percepito, la situazione contrattuale e soprattutto, nel caso di richiesta di un prestito, la possibilità di concedere garanzie formali. In particolare la difficoltà di superare le asimmetrie informative1, contribuisce ad aumentare i costi di transazione2, rendendo troppo onerosa e non conveniente l’offerta di servizi finanziari a soggetti non bancabili (basti pensare a un contratto di credito dove l’ente erogatore non può facilmente determinare se un soggetto sarà in grado di restituire il prestito alla scadenza stabilita). Nei paesi in via di sviluppo l’esclusione finanziaria riguarda la maggior parte della popolazione specialmente delle aree rurali e periurbane.
In Italia e nelle altre economie avanzate gli esclusi sono generalmente i precari, i disoccupati e gli immigrati.

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Perché la Microfinanza?

I soggetti esclusi dal sistema finanziario tradizionale, sia nelle economie avanzate che nei paesi in via di sviluppo, a causa della non disponibilità di garanzie, degli alti costi di istruzione delle pratiche, della mancanza di informazioni relative alla loro storia creditizia etc., spesso si rivolgono alla finanza informale dove le operazioni non sono registrate, regolamentate né tassate e, nella peggiore delle ipotesi, finiscono per precipitare nel giro dell’usura.
Per questo la microfinanza interviene cercando di creare prodotti ad hoc, utilizzando un mix di tecniche e di strumenti tratti dal settore formale e dal settore informale in maniera da ampliare l’offerta finanziaria anche per coloro che ne rimangono esclusi.
Inoltre la microfinanza è uno strumento di sviluppo che sfugge alle logiche assistenziali e che vede nei “poveri” un forte potenziale di sviluppo economico-sociale per le comunità a cui appartengono.

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Cos’è il microcredito?

E’ un prodotto della microfinanza che consiste nella fornitura di servizi di credito a piccoli imprenditori a basso reddito per l’avviamento e lo sviluppo di imprese. (Accion 2007).
In alcuni casi la concessione del credito è accompagnata dall’offerta di servizi di consulenza, supporto per lo sviluppo del business ed accompagnamento nell’iter procedurale. Il credito può essere concesso in ammontare limitato ad un solo individuo (prestito individuale) o ad un gruppo di persone solidalmente responsabili (prestito di gruppo) come spesso avviene nelle esperienze dei paesi in via di sviluppo. In quest’ultimo caso, la responsabilità congiunta di un gruppo di persone alla restituzione del prestito può operare come sostitutivo delle garanzie formali in quanto un soggetto moroso rischia ripercussioni sociali da parte del gruppo stesso.
E’ importante sottolineare che il microcredito, così come inteso nella maniera tradizionale, non viene erogato per consentire l’acquisto beni di consumo, pratica che si sta notevolmente diffondendo nei paesi del nord del mondo, ma solo per favorire lo sviluppo di una attività imprenditoriale che riesca a sua volta  a  creare reddito ed occupazione.
Nel Nord del mondo esistono altre forme di credito che, da alcuni autori vengono considerate come microcredito. Tra queste citiamo ad es. il credito anti-usura, il credito d'onore e il credito socio-assistenziale. In Italia non esistono ancora definizioni chiare e condivise dell’argomento.

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Come vengono fissati i tassi di interesse?

I tassi di interesse applicati al microcredito variano a seconda del contesto macroeconomico  di riferimento, e del fatto che l’istituzione sia più o meno orientata a garantire la  propria autosufficienza operativa e finanziaria.
Nel caso di istituzioni sostenibili (che perdurano nel tempo autosostenendosi senza dovere ricorrere a finanziamenti esterni) i tassi applicati vengono fissati in maniera da assicurare la copertura dei costi finanziari, del rischio e dei costi gestionali; questi ultimi, nel caso del microcredito, risultano essere molto elevati, sia a causa degli alti costi di istruzione delle pratiche che per i costi di supporto e di accompagnamento del cliente, a volte sostenuti durante l’intero iter creditizio. Per quanto riguarda invece la percentuale di rischio è stato dimostrato, a differenza di quanto si possa pensare, che i “poveri”, proprio per la fiducia che gli viene accordata, tendono maggiormente al rimborso della intera somma nel rispetto delle scadenze stabilite.

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Quali sono gli altri prodotti e servizi della microfinanza?

Il microcredito non è l’unico strumento creato ad hoc per le persone escluse dai sistemi finanziari formali. Altri prodotti si stanno diffondendo con successo ed altri ancora dovrebbero essere maggiormente sviluppati data la forte e crescente domanda in tutto il mondo.
Servizi di risparmio: la possibilità di aprire conti correnti in cui depositare i risparmi;
Canalizzazione delle Rimesse: la creazione di servizi che consentano un facile trasferimento dei flussi di denaro inviati dagli immigrati verso le loro terre di origine e il reinvestimento di questi flussi in attività che generino sviluppo.
Micro-Assicurazioni: piccole assicurazioni sulla vita, malattia, incidenti, disastri naturali, furto, volatilità dei prezzi delle merci etc.
Credito Socio assistenziale: è il credito concesso a persone o famiglie a basso reddito per l’acquisto di beni e/o servizi di prima necessità.
Sistemi di Pagamento: la diffusione di metodi di pagamento più sicuri come bancomat e carte di credito.
Microleasing: leasing su piccola scala
Housing Microfinance: è un credito alle famiglie, alle microimprese e ai piccoli risparmiatori al fine di apportare miglioramenti o ampliamenti alle proprie abitazioni.
Altri prodotti ad hoc

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Quando è nata la microfinanza e come si sta evolvendo?

La microfinanza non è un fenomeno del tutto innovativo. In particolare, le prime forme di microcredito si hanno già nel XIX secolo con l’esperienza delle casse rurali e la creazione di istituzioni informali per il credito ed il risparmio in varie zone del mondo; anche intorno agli anni 50-70 si riscontra l’esistenza di vari programmi pubblici sussidiati, rivolti principalmente al settore agricolo in molti paesi del Nord del mondo; ma solo grazie al bengalese Muhammad Yunus, vincitore nel 2006 del Premio Nobel per la pace, la microfinanza viene conosciuta a livello internazionale come importante strumento di sviluppo economico-sociale. La sua rilevanza nella lotta contro la povertà è stata sancita anche dalle Nazioni Unite che, nel 2005, hanno proclamato “l’anno internazionale del microcredito”.
La microfinanza è nata con una logica no profit ad es. fino alla metà del ‘900 il microcredito è stato essenzialmente rivolto al supporto del settore agricolo, con bassi tassi di interesse, forti sussidi statali e istituzioni in maggioranza non sostenibili.
Nel corso degli ultimi anni, il settore sta vedendo una rapida evoluzione e un processo di commercializzazione, le donazioni a fondo perduto sono in diminuzione mentre aumentano gli investimenti in capitale, l’approccio tende ad orientarsi alla sostenibilità verso il raggiungimento della autosufficienza operativa e finanziaria.

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Cosa è una Istituzione di Microfinanza(IMF)?

Le istituzioni di microfinanza (IMF) sono quelle istituzioni che si occupano di erogare prodotti e servizi di microfinanza.
Possono avere la forma giuridica di:

  • organizzazione no profit
  • banca/banca commerciale/rurale
  • società cooperativa
  • altra istituzione finanziaria non bancaria

Possono limitarsi all’offerta esclusiva di servizi finanziari (approccio minimalista) o integrare i servizi finanziari con servizi di intermediazione sociale (approccio integrato).
Secondo il Mix Market (www.mixmarket.org) ad oggi nel mondo si contano più di 1200 Istituzioni di Microfinanza diverse tra di loro per forma giuridica, metodologia adottata, orientamento alla sostenibilità etc.

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Come funziona il settore della microfinanza in Italia?

In Italia, anche a causa dell’assenza di un quadro legislativo sulla microfinanza, non esistono ancora “Istituzioni di Microfinanza” così come intese nei paesi in via di sviluppo.
E’ un settore ancora in fase di sperimentazione: molti progetti stanno proliferando in varie regioni di Italia, ma si è ancora lontani dal raggiungimento di metodologie operative, definizioni e strumenti chiari e condivisi.
In particolare, nel caso del microcredito, l’erogazione avviene usualmente mediante il coinvolgimento di più istituzioni (triangolazione).
le banche, essendo abilitate, erogano materialmente il credito offrendo i propri servizi di sportello
un soggetto pubblico o privato stanzia un fondo di garanzia a copertura delle eventuali perdite a cui le banche potrebbero andare incontro, assicurandone così il rischio di insolvenza
organizzazioni della società civile ed altri enti no profit si occupano generalmente della fase di accompagnamento, consulenza supporto del cliente durante l’iter procedurale.
All’interno della moltitudine di operatori italiani sono compresi anche gli investitori che mirano ad assicurarsi un rendimento in termini economici e sociali e le Organizzazioni Non Governative che, nei progetti di cooperazione internazionale, inseriscono sempre più spesso una componente di microcredito.

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Quali sono i “numeri della Microfinanza”?

Secondo il CGAP (Consultative Group to Assist the Poor) la domanda potenziale di microfinanza è costituita da 3 miliardi persone. Ciò significa che 3 miliardi di persone mostrano la necessità di ricevere servizi finanziari per intraprendere le loro attività commerciali. Attualmente l’offerta soddisfa solo 500 milioni di persone (CGAP Focus Note 2005), coprendo una quota molto ridotta rispetto alle reali necessità del mercato. Per colmare questo gap sarebbe opportuno ampliare l’offerta soprattutto concentrandosi maggiormente sulla raccolta di risparmio, in modo da assicurare la sostenibilità degli interventi .
Si calcola inoltre che i ROE del settore  (un indice di performance che indica quanto rende il capitale proprio investito) sono molto elevati, si aggirano in media intorno al 20% attirando sempre più investimenti commerciali e sociali.

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