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Libreria e Documentazione
Il Microcredito. Cos'è e come funziona.
Autore: Cassola Bruno
Pubblicazione: Ecra - Edizioni del Credito Cooperativo Anno di pubblicazione: 2011 | Lingua: Italiano
Abstract:
Dall’ Introduzione del libro di Bruno Cassola: “…Un anno intenso quest’ultimo, per chi si interessa delle dinamiche di inclusione sociale e finanziaria. Qui di seguito alcuni fatti che, in estrema sintesi, danno il senso dell’evoluzione del contesto: Nel mondo – Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e fondatore della Grameen Bank, l’uomo simbolo del microcredito, viene prima accusato di manovre non limpide su dei fondi ricevuti dal governo norvegese e poi, addirittura (marzo 2011), licenziato dalla sua banca su ordine della Banca centrale bengalese. I fatti non sono ancora chiariti ma come pretendere, specie da soggetti che maneggiano fondi pubblici destinati a progetti di inclusione finanziaria, la massima trasparenza? – Sks Microfinance, banca indiana specializzata nel microcredito, si è quotata in Borsa con grandi polemiche. è giusto che l’approccio for profit al microcredito si traduca, in ultima analisi, in utili più alti anziché in tassi più bassi? – nello stato indiano dell’Andhra Pradesh, il governo locale ha deciso una moratoria sul rimborso dei microprestiti dopo una preoccupante serie di suicidi (oltre quaranta, in un mese e mezzo) dovuti alle accresciute pressioni dei prestatori. Come evitare un uso distorto di un importante strumento di inclusione sociale quale il microcredito? In Europa – il 2010, anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, si chiude purtroppo senza risultati di particolare rilievo. è possibile accettare che nell’agenda dei governanti europei la lotta alla povertà non sia nei fatti tra le priorità di ogni anno? – la crisi economica e finanziaria mondiale dilaga anche nei paesi dell’Unione Europea portando disoccupazione, povertà e aumento delle disuguaglianze. Tesco, il colosso britannico dei supermercati, lancia il piano “contanti in cambio di oro” presso i punti vendita, ora dotati di un vero e proprio banco dei pegni. Agevolare l’accesso al credito non dovrebbe essere la principale e urgente linea d’azione su cui costruire l’Europa dei cittadini? In Italia – il microcredito continua ad essere uno strumento di cui si parla molto, “di moda”, ma con numeri limitati. Come riuscire a renderlo integrato negli strumenti di politica sociale dei governi italiani? – cresce l’interesse del sistema bancario nei confronti di coloro che sono stati tradizionalmente esclusi finanziariamente: i cosiddetti “non bancabili” tornano al centro dell’attenzione, ma a che condizioni e a che prezzo? – la revisione del Testo Unico Bancario prevede, per la prima volta, un articolo dedicato alla disciplina del microcredito, crescono gli strumenti “infrastrutturali” quali i fondi di garanzia europei, regionali o fondi come quelli del Prestito della speranza della Cei (Conferenza Episcopale Italiana). Una maggiore facilità di accesso al credito può effettivamente limitare l’usura e consentire alle persone di sviluppare un proprio progetto di vita, anche di natura imprenditoriale?
Gli elementi di novità e di riflessione sono tanti. è anche per questo che chi scrive ha deciso di riprendere i temi dell’inclusione finanziaria e del microcredito, già trattati in un primo libro. Questo nuovo lavoro, infatti, rappresenta la naturale evoluzione del precedente e ne riprende alcune parti, opportunamente riviste e aggiornate. Si è conclusa una prima fase “romantica” del microcredito. Questo strumento non può essere considerato come la panacea per il problema della povertà nel mondo ma, più razionalmente, come una delle leve basilari – ma non certo l’unica – per un programma nazionale o internazionale di lotta alla povertà, alla disoccupazione e alla piaga dell’usura. Ciò vale sia nei paesi poveri del sud del mondo che nel nostro occidente. … ”
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